La “Pelara” è la piccola baia incastrata tra la “Guardiola” e il “Monte di Panza”, nel versante sud occidentale dell’isola, conosciuta da pochi oggi ma meta esclusiva per chi vuole riscoprire l’identità autentica della nostra storia.
A caratterizzarla è un architettura naturale incredibile, tale da riconoscerla come geosito di importanza notevole, e una vegetazione ricca e variegata. La Pelara quindi è un oasi di biodiversità particolarmente interessante ed un percorso mediamente impegnativo.

Dal centro di Panza, frazione del Comune di Forio si raggiunge una traversa della strada che porta a Sorgeto. Gradualmente ci sia allontana dalla dimensione urbana e antropizzata e discretamente ci si immerge in una dimensione rurale fatta di orti e vegetazione spontanea. Ci si inabissa letteralmente in un sentiero scosceso, che il meticoloso e fondamentale lavoro dei volontari della Pro Loco di Panza hanno reso fruibile con scale di legno. Lungo il sentiero si scoprono ancora orti e ricoveri scavati nella pietra tufacea. Seguono lecci e corbezzoli e uno spettacolare campo di alte felci. Ancora oltre e la pietra lavica si spoglia per mostrarsi fiera e imponente aggraziata dalla presenza di agavi, mirto e ginestre, eriche, cespugli argentei di assenzio e bianchi ombrelli di carote selvatiche. Infine l’intenso blu dell’orizzonte mare!

Eccolo l’ultimo tratto dell’itinerario quello nato migliaia di anni fa dall’incontro del fuoco con l’acqua, due opposti che incontrandosi hanno dato vita ad una solida roccia che pone il visitatore difronte all’infinito. Il luogo ideale per aprire il cuore alla meditazione e accogliere gli spunti di positività che la natura ci offre.

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