La gioia della resurrezione si celebra ad Ischia, tra le strade di Forio nei canti dei pescatori e dei contadini che animano la mattina di Pasqua

La Festa è celebrata con orgoglio e tanta devozione ed ha luogo lungo il corso Umberto e via Matteo Verde nel Comune di Forio.
I protagonisti della rappresentazione sono i simulacri di Gesù risorto, la Madonna , San Giovanni e l ‘Angelo, scolpite da un autore ignoto nel 1756 .
L’evento voluto dall’arciconfraternità di Santa Maria Visitapoveri ha origini antichissime e incerte.
Il corteo inizia verso le 10:30, dal sagrato del corteo di Visitapoveri, capeggiato dallo stendardo della confraternità che è anche oggetto di un’antica competizione. Lo stendardo della confraternita presenta un drappo celeste legato ad un asta alla cui sommità sventola un pennacchio di penne di struzzo bianco, seguono poi le iniziali della congrega ricamate in oro giallo.

La Festa ha un’unica regia che descrive passo dopo passo l’evento che rappresenta l’annuncio a Maria, la Madre di Gesù, la resurrezione di Cristo.
Il corteo raggiunge piazza Matteotti di fronte allo storico bar Maria accolto da un immensa folla.
Ad un tratto la voce sovrana della regia annuncia la partenza dell’Angelo che, dopo avere dato un inchino a Gesù , accompagnato dall’inno in latino, assai significativo, “ REGINA COELI” , corre a portare la lieta notizia alla Madonna e San Giovanni. Con la terza corsa il silenzio domina la strada, la sunspance aumenta e gli occhi sono puntati tutti sulla statua della Madonna e San Giovanni che si avvicinano a Gesu’, mentre l’Angelo si ferma vicino la chiesa di Santa Maria di Loreto e il velo della Madonna scivola dal suo volto…a significare la liberazione, per mezzo di Cristo, dai veli della tristezza, angoscia e paura che spesso coprono il volto di noi cristiani. Da quel momento la gioia si fa viva e risplende sul volto dei presenti. Il corso Umberto viene invaso da fiori lanciati dai balconi, un enorme applauso parte dalla folla e volano bianche colombe. San Giovanni indietreggia, l’angelo esegue tre inchini e si ripete il canto.
La lunghissima asta della congrega avanza e viene abbassato per tre volte, ripetendo una tradizione ormai secolare che vede contendere i contadini e i pescatori nel ruolo di protagonisti, in segno di ringraziamento.

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