Ischia è un’isola montuosa il cui picco più elevato è il Monte Epomeo massima elevazione dell’isola con i suoi 788 metri, costituito di tufo vulcanico verdastro. L’Epomeo è il punto più elevato del contorno craterico che va da Serrara a Barano, demolito in parte dall’erosione e che ha il centro all’incirca a Fontana. Il contorno dall’Epomeo a Serrara prende i nomi di Pietra del Canterello, Pietra dell’Acqua, Frassitelli; il profilo verso Barano prende i nomi di Montagna Bianca m 786, Ciglioni, Turretella, Ietto, Tippodi e lo sperone del Monte del Bianchetto m 721. Dalla vetta si ammira in vastissimo e splendido panorama: l’isola è quasi tutta ben visibile col suo contorno che spicca nel cobalto del mare. Il panorama ha un raggio di quasi 108 Km: Ventotene, a 40 Km, e, all’orizzonte, le Pontine, tutta la costa tirrena fin oltre il M. Circeo, i Lepini, gli Aurunci, il Golfo di Gaeta, il Monte Mássico, il Monte di Roccamonfina, il Matese, i Flegrei, il Monte Taburno, il Vesuvio col Golfo di Napoli, i Monti Lattari e la costa Sorrentina, tra la Punta della Campanella e Capri, i monti del Cilento.

 

 

La flora e le pinete


L’intensa vegetazione presente sull’isola d’Ischia, le è valso l’appellativo di “Isola verde”. Grazie al clima caratterizzato da una lunga estate calda e secca, e da un inverno mite, e alla fertilità della terra di origine vulcanica, sull’isola prosperano le piante tipiche della macchia mediterranea e trovano un habitat adeguato specie sub-tropicali e tropicali, come quelle ospitate nel parco botanico o nei vari giardini. L’isola presenta due subsistemi ambientali con forme di vegetazione differenti. Nella parte dell’isola rivolta a Sud, a causa dell’eccessiva esposizione ai raggi solari, l’acqua penetrata nel terreno viene esaurita molto rapidamente: pertanto, la vegetazione è rappresentata quasi esclusivamente da elementi erbacei, da agavi e cactacee (soltanto nelle cave che si aprono sui costoni delle rocce digradanti verso il mare, grazie alla maggiore frescura si nota la macchia mediterranea). Per affrontare il caldo, le piante sono dotate di speciali mezzi che permettono loro di sopravvivere, come, un apparato radicale molto esteso in profondità che permette di assorbire l’acqua anche in condizioni non favorevoli, o un rivestimento impermeabile che ne limita la traspirazione. Alcune piante, per non disperdere acqua, trasformano le foglie in spine. Nella parte esposta a Nord, invece, al riparo dell’Epomeo, l’inclinazione minore del terreno, fa sì che il sole estivo risulti più clemente e l’acqua venga ritenuta più a lungo, permettendo così, il proliferare di una ricca vegetazione formata da castagneti e da boschi tipici della macchia mediterranea. Le specie arboree più importanti della macchia sono il leccio, il cipresso, il sughero; in epoche antichissime l’uomo ha aggiunto il mandorlo, la vite, l’olivo, tipico della regione mediterranea. Ad Ischia, il lavoro dell’uomo ha creato orti, agrumeti e vigneti che si incastrano in un ordinato mosaico sulle pendici collinari dell’isola. Si coltivano , ad Ischia, gli ortaggi tipici della tradizione mediterranea: dai pomodorini, al basilico, ai peperoncini che sono gli ingredienti di una cucina semplice e gustosa; la coltivazione della vite ha dato origine a produzioni vinicole prestigiose, come anche la coltivazione dei limoni da cui si produce il famosissimo limoncello.

A livello naturalistico e paesaggistico, rilevanti risultano, le pinete, che costituiscono un’oasi verde, accessibile per passeggiate, escursioni e attività culturali, nei pressi del centro abitato del comune d’Ischia. Le pinete sono quattro parchi, nati dopo l’ultima colata lavica, verificatasi sull’isola nel 1302. Solo 5 secoli dopo, ad opera del Dottor Gussone, direttore dell’Orto Botanico di Napoli, si programmò il rimboschimento della zona, che parte da Campagnano, con pini domestici e piante tipiche della macchia mediterranea. Le altre aree verdi fanno parte di un progetto di recupero che le vede sedi di concerti, mostre, cinema e rappresentazioni teatrali, e manifestazioni sportive. Ricordiamo la pineta dei fiori, “Nancy Bozzi”, la pineta “Villari”, altresì detta delle orchidee, degli artisti e dei ragazzi, e la pineta “Fondo Bosso” o degli atleti.
Tra le attrazioni naturalistiche dell’isola, menzione particolare merita il parco botanico “La Mortella”, situato nel comune di Forio, voluto e realizzato dal compositore inglese William Walton, ritiratosi ad Ischia per trovarvi l’isolamento e l’ispirazione necessari alla creazione artistica, il quale, insieme alla moglie si dedicò alla cura del lussureggiante giardino, oggi proprietà di una fondazione e meta di numerose visite.

 

 

 

Le origini 

 

Circa 10 milioni di anni fa le aree che oggi rappresentano la penisola italiana e le isole di Corsica, Sardegna e Sicilia, erano unite. Da allora, una lenta rotazione verso Est ha portato la penisola nella posizione attuale e ha dato luogo alla formazione del bacino del Mar Tirreno. Questo movimento, tuttora in corso, ha provocato lo stiramento della crosta terrestre e la formazione di profonde fratture che hanno favorito la risalita di magmi verso la superficie ed ha determinato la formazione di una serie di vulcani progressivamente più giovani, che vanno dai vulcani sommersi nei fondali del Tirreno, ai vulcani della costa occidentale toscana e laziale, fino ai vulcani ancora attivi dell’area napoletana (Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio).

“vulcani ischia”

 

 

Morfologicamente Ischia presenta una zona centrale alta (Monte Epomeo) circondata da numerosi centri eruttivi. Il Monte Epomeo, che copre una superficie di 16 km2 e rappresenta circa il 34,5% della superficie totale dell’isola, è costituito principalmente da una roccia vulcanica detta Tufo Verde di Monte Epomeo e da sedimenti e depositi vulcanici successivi. L’ Epomeo viene considerato una struttura sollevata, la cui posizione attuale è stata raggiunta grazie a un movimento verso l’alto di tutto un blocco di roccia vulcanica. Questo movimento, risalente a circa 33.000-28.000 anni fa, fu probabilmente causato da un forte aumento di pressione all’interno della camera magmatica per l’immissione di nuovo magma. Lo sforzo verticale prodottosi sulle rocce del tetto della camera magmatica ha determinato il sollevamento del blocco formato dal Tufo Verde e di quelli emessi nella fase eruttiva precedente, provocando profonde faglie ai piedi e nel rilievo. Il Monte è circondato da profonde faglie e fratture che rappresentano la via di risalita per i gas e per le acque riscaldate in profondità. Fumarole e campi fumarolici con temperature massime prossime ai 100°C sono presenti sulle pendici di Monte Nuovo e Monte Cito e lungo il litorale dei Maronti. In altre località , le fumarole non superano i 46°C . Le sorgenti calde, invece, hanno temperature comprese tra i 20° e gli 80°C. A causa dell’assetto geologico, la storia di Ischia è segnata, fin dai tempi più remoti, da frequenti catastrofi causate sia da eruzioni che da terremoti. Un insediamento preistorico, con manufatti dell’età del Ferro, si trova sotto le ceneri di un’eruzione il cui centro è localizzato nel tratto di spiaggia tra Ischia Porto e Casamicciola. Terremoti e eruzioni spinsero i coloni greci , che fondarono Pithecusae nell’VIII secolo a. C., verso la terraferma, dove fondarono la colonia di Cuma. Intorno al 600 a.C. l’eruzione di Monte Rotaro mise definitivamente in fuga i greci. Nel 486 a.C. Ischia venne occupata dai Siracusani, i quali furono messi in fuga. poco dopo, tra il 474 e il 470, da una nuova eruzione, probabilmente quella cui si deve la formazione del cratere di Porto d’Ischia. Dopo un periodo di abbandono, l’isola venne occupata da coloni provenienti da Neapolis, forse gli stessi che l’avevano abbandonata in precedenza per fondare sulla costa la futura città di Napoli. Probabilmente l’attività vulcanica continuò per tutto il periodo romano. Si ha notizia di eruzioni nel 91 a.C. e sotto l’Imperatore Augusto, il quale cedette Ischia in cambio di Capri ai Napoletani. L’ultima eruzione di Ischia avvenne nel febbraio del 1302, quando un cratere apertosi in zona Fiaiano, emise lava per oltre due mesi. Una colata larga da 500 a 100 m, detta una volta delle Cremate e oggi chiamata colata dell’Arso, raggiunse la spiaggia tra il Porto d’Ischia e Ischia Ponte e distrusse l’antico centro urbano della Geronda. L’eruzione costrinse molta gente a fuggire verso le isole vicine e la terraferma. Tra i numerosi terremoti che hanno travagliato l’isola d’Ischia negli ultimi secoli, i più disastrosi sono stati quelli del 1881 e 1883. Da allora, l’unica manifestazione vulcanica consiste in una intensa attività fumarolica. Nonostante questo, Ischia, come i vicini Campi Flegrei e il Vesuvio, è considerata un vulcano attivo, intendendo con questa definizione tutti i vulcani che hanno avuto attività in epoca storica.

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