L’isola è raggiungibile tramite aliscafi o traghetti, imbarcandosi da Napoli, presso il porto di molo Beverello o quello di Mergellina, oppure da Pozzuoli. Gli scali di partenza dei collegamenti marittimi sono facilmente raggiungibili in auto, in treno, oppure dall’aeroporto di Capodichino, se si viaggia in aereo. Sono inoltre attivati collegamenti via mare tra Ischia e le altre isole della zona (Capri e Procida) e tra l’isola e le principali località della costiera amalfitana.

Arrivando in aereo all’aereoporto Napoli Capodichino, sarà possibile raggiungere il Molo Beverello (partenze Linee Lauro e Caremar) o il porto di Mergellina (aliscafi Lauro e Snav) utilizzando taxi o bus di linea. Un bus navetta collega invece l’aereoporto al solo Molo Beverello.

Arrivando in auto, giunti all’uscita dell’autostrada, converrà immettersi sulla tangenziale di Napoli e proseguire in direzione Pozzuoli fino allo svincolo di via Campana. Seguire successivamente le indicazioni per il porto di Pozzuoli. Di seguito il percorso in dettaglio:

1 Superare il cartello NAPOLI CENTRO/AEROPORTO/TANGENZIALE girare a destra, proseguire per l’autostrada Tangenziale Est-Ovest Di Napoli per 21.6 km
2 Superare il cartello NAPOLI/CAPODICHINO proseguire per per 15 m
3 Girare a destra, proseguire per Via Alfonso Artiaco per 1.5 km fino a POZZUOLI .
4 Proseguire per Via Santissima Annunziata per 61 m
5 Girare a destra, proseguire per Piazza Generale Francesco Capomazza per 59 m
6 Proseguire per Via Giovan Battista Pergolesi per 641 m
7 Girare a destra, proseguire per Via Antonio Maria Gaspare Sacchini per 132 m
8 Girare a sinistra, proseguire per Via Serapide per 137 m
9 Girare a sinistra, proseguire per Via Roma per 141 m
10 Girare a destra, proseguire per Lungomare Cristoforo Colombo per 106 m
11 Girare a destra, prendere il traghetto Pozzuoli-Ischia

Arrivando in treno sara’ conveniente dirigersi in taxi, tram o bus (fermata Piazza Municipio) al Molo Beverello, distante circa 2 Km.
Il percorso in auto dalla Stazione Centrale al Molo Beverello:

1 Proseguire per Piazza Giuseppe Garibaldi per 558 m
2 Girare a destra, proseguire per Corso Umberto I per 592 m
3 Proseguire per Piazza Nicola Amore per 717 m
4 Proseguire per Piazza Giovanni Bovio per 152 m
5 Girare a destra, proseguire per Via Agostino Depretis per 406 m
6 Girare a sinistra, proseguire per Piazza Municipio per 185 m
7 Girare a destra, proseguire per Via Ammiraglio Ferdinando Acton per 1.4 km<!–:–>
Ischia è la maggiore delle isole del Golfo di Napoli, nel Mar Tirreno e, con Procida e Vivara, costituisce l’arcipelago flegreo. L’isola dista circa 33 Km da Napoli e circa 20Km da Pozzuoli. Si colloca fra i gradi 40,50’ di latitudine settentrionale e 11,55’ di longitudine orientale del meridiano di Parigi, ovvero tra i gradi 40,44 di latitudine nord e 13,56’,30’’ di longitudine est del meridiano di Greenwich.

In mare, l’isola è segnalata da numerosi fari; il più importante è quello di Punta Imperatore, nel Comune di Forio. L’isola ha tre porti principali, quelli di Ischia Porto, Casamicciola e Forio, e due porti minori che servono da attracco per le imbarcazioni private che sono quelli di Lacco Ameno e di Sant’Angelo, quest’ultimo nel comune di Serrara Fontana.

La tabella seguente indica le distanze che intercorrono tra Ischia e le principali località sulla terraferma, con le quali , soprattutto nei mesi estivi, sono stabiliti collegamenti via mare. Sono, inoltre,riportate le distanze tra l’isola e le altre isole della zona, anche queste raggiungibili da Ischia.

Le Principali Distanze

Ischia-Napoli 33 Km

Ischia-Pozzuoli 19,5Km

Ischia-Salerno 78,9Km

Ischia-Amalfi 64 Km

Ischia-Sorrento 39 Km

Ischia-Positano 53,7Km

Ischia-Capri 33,3Km

Ischia-Procida 7,8Km<!–:–>
La natura vulcanica dei Campi Flegrei, (dal greco fleguròs, cioè ardente), pur determinando la presenza delle fumarole, i cui vapori alimentavano le locali terme, non ha impedito stabili insediamenti umani, non solo in epoca preistorica e protostorica, ma anche in quella greca, sannitica e romana, come è testimoniato dai reperti archeologici. Da questi risulta, infatti, che la presenza dell’uomo in questi territori non si è mai interrotta.

Nonostante l’appartenenza allo stesso comprensorio flegreo, Ischia, a differenza di Baia, si caratterizza per una evoluzione geologica del tutto particolare. Secondo il parere degli studiosi, quest’ isola, considerata “il paradiso delle trachiti”, costituisce un caso interessantissimo ed unico in vulcanologia in quanto si configura come un “horst vulcanico tettonico”. Ciò significa che essa è costituita da un complesso di zolle diversamente sollevate ed inclinate, separate da fratture e da faglie che sono servite, spesso, da via di uscita al magma di un bacino locale, dando così origine ad un gran numero di crateri vulcanici dei tipi più diversi. La contrazione del bacino magmatico ischitano non ha determinato solo i movimenti secolari coincidenti con i bradisismi, ma anche le numerose eruzioni che, nei secoli passati, hanno causato brusche dislocazioni e, quindi, veri e propri sconvolgimenti del territorio. Le eruzioni, anche violentissime e distruttive, si sono succedute in gran numero nel corso dei millenni, interferendo, così, con la presenza dell’uomo.

Gli studi archeologici hanno individuato la presenza dei primi insediamenti umani sulla collina del Castiglione, sita tra gli attuali Comuni d’Ischia e Casamicciola Terme, dove sono stati trovati reperti risalenti al III° millennio a.C. e, quindi, anteriori all’eruzione del Monte Corvo (o Corbo o anche Corbaro) avvenuta nel 2000 a.C., sito sul versante occidentale del Monte Epomeo, nel territorio attualmente coincidente con il Comune di Forio. Sulla stessa collina del Castiglione sono stati ritrovati ulteriori frammenti dell’età del ferro, risalenti al X-VIII secolo a. C. Secondo gli archeologi, tra i quali si segnala Giorgio Buckner per la passione con la quale si è dedicato allo studio dell’isola d’Ischia, questi scavi non hanno fornito indizi sufficienti per accertare se, tra i due periodi ai quali risalgono i materiali di cui si è fatto cenno, sia intercorso un certo intervallo di tempo o se, invece, il secondo insediamento umano si sia sovrapposto al precedente. Dalle fonti storiche e letterarie si deduce che la prima migrazione ellenica risale all’XI sec. a.C. e che i colonizzatori greci, provenienti dalla città di Eubea, insediatisi a Pithecusa, nell’VIII secolo a.C., pur vivendo “nella prosperità grazie alla fertilità del suolo ed alle sue miniere d’oro”, abbandonarono l’isola “in seguito a lotte e poi anche perché cacciati da terremoti, da eruzioni di fuoco, di mare e di acque bollenti”. Così ricorda, infatti, Strabone, nel Libro V, cap.4.3.13, del” De Geografia”.

Stessa sorte colpì, successivamente,la colonia di Siracusani che, sotto il comando del tiranno Gerone, occuparono l’isola nel 470 a.C. Sempre Strabone ricorda che costoro lasciarono l’isola, e la fortezza di cui ancora oggi rimangono tracce sull’isolotto del Castello Aragonese ad Ischia Ponte, in seguito al verificarsi di analoghi eventi. La testimonianza è avvalorata da altri riscontri. Risulta, infatti, avvenuta tra il 460 ed il 458 a.C. l’eruzione dei Caccavelli, vulcano sito tra gli attuali Comuni di Lacco Ameno e Forio, non lontano dalle lave di Zaro e di Marecoco. A distanza di quasi un secolo, e più precisamente tra il 360 ed il 356 a.C., una seconda eruzione del Monte Rotaro indusse ad abbandonare l’isola anche i nuovi coloni greci, già naturalizzati in Campania, i quali, probabilmente, avevano occupato Ischia tra il 427 ed il 412 a.C., dopo l’abbandono da parte dei Siracusani. Ulteriori eruzioni sono state segnalate dagli storici antichi, comprese tra il 91 e l’89 a.C.

L’isola d’Ischia, verso la fine del 1700, sotto il profilo amministrativo, era divisa in due Mandamenti che, comprendevano, complessivamente, sette Comuni, ai quali corrispondevano altrettante “terre” o “università”. Del primo Mandamento facevano parte i Comuni di Ischia, capoluogo, Serrara Fontana, Barano e Testaccio; il secondo comprendeva i Comuni di Forio, capoluogo, Casamicciola e Lacco.

A seguito della soppressione dei Mandamenti e dell’accorpamento del Comune di Testaccio a Barano, gli altri sei Comuni costituiscono enti territoriali autonomi tuttora esistenti. Quando, nel 1863, tutti i Municipi dell’Italia meridionale furono invitati ad apportare quei mutamenti che avessero ritenuto opportuni agli antichi nomi dei loro Comuni, il Municipio di Lacco deliberò di aggiungere l’aggettivo “Ameno” al nome del Comune, che così si chiama tuttora.

Sei Comuni quindi attualmente la suddivisione amministrativa concepisce i seguenti sei Comuni sull’isola:
<ul>
<li>Barano</span></li>
<li>Casamicciola Terme</li>
<li>Forio</li>
<li>Ischia</li>
<li>Lacco Ameno</li>
<li>Serrara Fontana</li>

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